Sanja Babic


Ogni cosa che creo è una piccola opera d’arte. In essa il mio presente, il mio passato, i ricordi e tutto quel che mi ha resa quella che oggi sono e penso.
Lo scopo di ogni vita è la ricerca della felicità, io trovo la felicità nel fare e spero di trasmetterla a chi osserva, tocca, ama le mie creazioni.
I miei lavori nascono tutti da un momento di allegra creatività. Quest’allegria non esclude qualche lacrima spesa a rendere più completo lo stato d’animo.  Le mie creazioni sono creature che vivono autonomamente dalla mia volontà e diventano qualcosa di più bello e profondo di quanto avessi pensato e progettato. Così ogni pezzo è un pezzo unico, irripetibile, un racconto originale nell’antologia della mia vita.

 Omaggio a SANJA


Sanja è la discendente diretta di tante straordinarie figure femminili che hanno popolato la Mitteleuropa.Il suo imperativo categorico è l'armonia che unita alla sua grazia naturale rende simile alla perfezione cio' che fa. Era inevitabile che il suo mondo si popolasse di oggetti (solitamente banali) che con il suo intervento diventano opere d'arte; possono essere poltroncine o piccole borse dal destino oscuro che , nelle sue mani, si trasformano, brillano di luce propria, trasmettono felicità.

 

Carla Tolomeo 21 luglio 2018

"... In un epoca in cui certezza e verità scarseggiano e ansia e depressione abbondano nessuna donna dovrebbe esitare a cercare di restituire al mondo, attraverso il proprio lavoro, una parte del suo cuore perduto."
LOUISE BOGAN

...sogno di una notte di mezzo inverno...

da dove nasce Babic Bosnia

Ripensando a come la vita mi aveva portato lontana dalla mia terra e dai miei sogni, ho deciso che era il momento di ritornare su questi passi ormai perduti. Ho fatto mia, la definizione che una mia amica aveva dato alla sedia: "oggetto domestico, umile o superba ma sempre indispensabile". Sicuramente oggetto femminile, quasi un autoritratto.

 

Ho cominciato a lavorare su questo ritratto di me stessa, sulla mia voglia di gioia, di cose serene, di ricordi e di presente in una dimensione dolce e melanconica, come sono io. Ho raccolto oggetti umiliati e offesi dal tempo, ho tentato di ridare loro intimità e bellezza usando gli archetipi, i simboli dell'umile lavoro della forti e meravigliose donne bosniache.  Perché in loro ritrovo me, seppur trapiantata in una realtà diversa ma sempre e fortemente legata alle mie radici.

 

Queste piccole poltrone sono una storia d'amore, di riscatto e di speranza.

 

Nascono in un  magica relazione tra  Prijedor, dove sono nata, e Cernusco sul Naviglio, dove vivo. A Prijedor, la maestra Mara  con le sue mani sapienti e infaticabili inventa piccoli sogni coloratissimi da applicare sulle poltroncine che, grazie ai cari  amici  e bravi artigiani convertiti alla mia missione, riacquistano forma e bellezza.  A Cernusco dove vivo le raduno, le raccolgo, le interrogo, dialogo con loro perché adesso possano essere partecipi della bellezza della mia terra e di tutte le mie speranze legate a questo mio piccolo sogno.